Paprika: benefici per la salute, dolce, piccante o affumicata, e consigli in cucina

Trois coupelles de paprika doux, fort et fumé, cuillère ancienne remplie de paprika, piments rouges séchés et ail sur une table en bois

Con il suo rosso brillante, la paprika è forse la spezia che rende più bello un piatto in un attimo. La spolveriamo sulle uova ripiene, sull’hummus o sulle patate, ed è l’anima del gulasch ungherese come delle patatas bravas spagnole. Ma dietro questa semplice parola si nascondono polveri molto diverse: dolce, piccante, affumicata, ungherese o spagnola. In questa guida facciamo il punto sui benefici della paprika per la salute, spieghiamo come scegliere tra paprika dolce, piccante e affumicata e in cosa si distingue dal peperoncino di Espelette e dal pepe di Cayenna, poi passiamo ai fornelli con i nostri consigli e le nostre idee di ricette.

Che cos’è esattamente la paprika?

La paprika è una polvere che si ottiene essiccando e poi macinando i frutti rossi di alcune varietà di peperoncino (Capsicum annuum), la stessa specie del peperone. Queste piante appartengono alla famiglia delle Solanacee, come il pomodoro e la patata. A seconda delle varietà scelte e di come vengono lavorate, si ottiene una polvere dolce, piccante o affumicata.

Il peperoncino è originario delle Americhe. È arrivato in Spagna dopo i viaggi di Cristoforo Colombo, alla fine del XV secolo, e da lì si è diffuso in tutta Europa. In Ungheria è diventato nel corso dei secoli una vera spezia nazionale, tanto che la parola «paprika» viene proprio dall’ungherese. Ancora oggi Spagna e Ungheria restano i due grandi punti di riferimento della paprika in Europa.

Il suo colore deriva da pigmenti naturali della famiglia dei carotenoidi, soprattutto la capsantina. La sua eventuale piccantezza viene dalla capsaicina, presente in quantità molto variabili a seconda dei peperoncini usati: quasi assente nella paprika dolce, molto più abbondante in quella piccante.

Paprika dolce, piccante o affumicata: che differenza c’è?

La paprika si classifica in base a due criteri: la piccantezza (dolce o piccante) e il metodo di essiccazione (al sole, ad aria calda o al fumo). La tabella qui sotto mette a confronto i principali tipi di paprika con due polveri di peperoncino con cui vengono spesso confusi.

SpeziaOrigine e produzionePic­can­tez­zaIdeale per
Paprika dolcePeperoni dolci essiccati e macinati, senza fumoNulla o molto lieveColore e dolcezza: uova, salse, verdure
Paprika piccanteMiscela che include pe­pe­ron­ci­ni più piccantiMediaGulasch, marinate, piatti saporiti
Paprika affumicata (pimentón de la Vera)Peperoni essiccati al fumo di legna di quercia, in SpagnaDolce, agrodolce o piccantePatatas bravas, chorizo, verdure grigliate
Paprika unghereseSzeged e Kalocsa, es­sic­ca­zio­ne senza fumo, diverse qualitàDa molto dolce a piccanteGulasch, pollo alla paprika
Pe­pe­ron­ci­no di EspelettePaesi Baschi francesi, un’unica varietà locale, DOPLieve, fruttataCucina basca, pesce, uova
Pepe di CayennaPiccoli pe­pe­ron­ci­ni pic­can­tis­si­mi, macinatiMolto piccanteUn pizzico per dare grinta, chili

Paprika dolce o affumicata?

La paprika dolce dà soprattutto colore e un sapore delicato e leggermente dolce di peperone. Quella affumicata, invece, ha un gusto intenso di fuoco di legna che ricorda il barbecue o il chorizo. Non sono davvero intercambiabili: basta un pizzico di affumicata per trasformare una zuppa di lenticchie o dei ceci arrostiti, mentre la dolce resta discreta. Se una ricetta indica semplicemente «paprika», di solito si intende quella dolce.

Paprika forte o piccante: come orientarsi?

Sulle etichette, «forte», «piccante», picante (in spagnolo) o erős (in ungherese) indicano la stessa cosa: una paprika che pizzica. Resta comunque molto meno forte del pepe di Cayenna. Se temi il piccante, comincia con la dolce e aggiungi una punta di piccante per regolarti.

Il pimentón de la Vera, la paprika affumicata spagnola

Peperoni rossi che si essiccano su graticci di legno sopra un fuoco di legna in un essiccatoio di pietra, come per il pimentón de la Vera

Il pimentón de la Vera viene dalla comarca de la Vera, in Estremadura, nella Spagna occidentale. Nell’Unione europea è tutelato da una denominazione di origine protetta (DOP). Il suo segreto: i peperoni vengono essiccati lentamente, per una decina di giorni, sopra fuochi di legna di quercia, poi macinati finemente con macine di pietra. È proprio questa essiccazione a dargli il suo caratteristico gusto affumicato e il colore rosso intenso.

Esiste in tre versioni: dulce (dolce), agridulce (agrodolce, leggermente piccante) e picante (piccante). Spesso si riconosce dalla sua piccola latta di metallo. Nella cucina spagnola è indispensabile per il chorizo, il polpo alla galiziana e le patatas bravas.

La paprika ungherese

In Ungheria la paprika è una questione nazionale. Le due regioni più famose sono quelle di Szeged e di Kalocsa, nel sud del Paese, e la paprika macinata di ciascuna gode di una denominazione di origine protetta europea. A differenza del pimentón de la Vera, la paprika ungherese non è affumicata: viene essiccata all’aria, il che le conserva un gusto fruttato e dolce di peperone maturo.

Gli ungheresi distinguono diverse qualità, dalla più dolce alla più piccante. Le più comuni sono la különleges («speciale»), dolcissima e di un rosso vivo, l’édesnemes («nobile dolce»), la più usata ogni giorno, e l’erős («forte»). È lei a dare colore e sapore al gulasch e al paprikás csirke, il pollo alla paprika.

Una curiosità: fu proprio dai peperoni di Szeged che lo scienziato ungherese Albert Szent-Györgyi riuscì a estrarre grandi quantità di vitamina C negli anni Trenta, un lavoro che gli valse il premio Nobel per la medicina nel 1937. Attenzione però: è il peperone fresco a essere ricchissimo di vitamina C. L’essiccazione ne distrugge la maggior parte.

Paprika e peperoncino di Espelette: che differenza c’è?

Anche il peperoncino di Espelette è un Capsicum annuum, ma di un’unica varietà locale, coltivata in una ventina di comuni dei Paesi Baschi francesi. È tutelato da una DOP. I peperoncini vengono essiccati e poi macinati, e danno una polvere rosso aranciata dal profumo fruttato, un po’ più piccante di una paprika dolce, ma senza mai bruciare.

Lo si può considerare un cugino basco della paprika. In pratica, il peperoncino di Espelette si usa piuttosto a fine cottura o a tavola, come il pepe, per il suo profumo. La paprika, invece, si usa in quantità maggiori, per il colore e il gusto di un piatto in umido. Se non hai l’Espelette, un mix di paprika dolce e un pizzico piccolissimo di Cayenna è un buon ripiego.

Paprika o pepe di Cayenna?

Le due polveri sono rosse, ma la loro forza non ha niente a che vedere. La piccantezza dei peperoncini si misura sulla scala di Scoville: una paprika dolce sta in fondo alla scala, spesso sotto le 500 unità, mentre il pepe di Cayenna arriva comunemente a 30.000-50.000 unità, cioè decine di volte di più. Un cucchiaio di Cayenna al posto di un cucchiaio di paprika, e per molti il piatto diventa immangiabile! Il pepe di Cayenna si usa quindi a pizzichi, per dare grinta, mentre la paprika si mette a cucchiai, per colorare e profumare.

Paprika: benefici per la salute

La paprika è prima di tutto una spezia: se ne consumano al massimo pochi grammi al giorno. Dal punto di vista nutrizionale è comunque interessante. Ricordiamo che in Europa non è autorizzata alcuna indicazione sulla salute per la paprika. Ecco cosa sappiamo.

Paprika: vitamine e antiossidanti

  • Vitamina A: la paprika è ricca di beta-carotene, che il corpo trasforma in vitamina A. Un cucchiaino (circa 2 g) copre circa il 5% del fabbisogno giornaliero di un adulto.
  • Vitamina E: ne contiene anche una quantità notevole per essere una spezia.
  • Carotenoidi antiossidanti: capsantina, zeaxantina e luteina le danno il suo colore. Hanno proprietà antiossidanti, studiate soprattutto in laboratorio. Luteina e zeaxantina hanno anche un ruolo nella salute degli occhi, anche se la quantità apportata da un pizzico di paprika resta modesta.
  • Vitamina C: contrariamente a quanto si pensa, la paprika in polvere ne contiene poca, perché l’essiccazione la distrugge. Per la vitamina C, meglio sgranocchiare un peperone rosso crudo.

Questi pigmenti sono liposolubili: si sciolgono nei grassi. Un filo d’olio extravergine d’oliva aiuta quindi il corpo ad assorbirli e, allo stesso tempo, esalta il colore e il gusto della paprika.

La paprika fa dimagrire? Vero o falso

Si legge spesso che la paprika aiuta a dimagrire grazie alla capsaicina, la molecola del piccante. Alcuni studi mostrano che la capsaicina può aumentare molto leggermente il dispendio energetico e il senso di sazietà, ma l’effetto è piccolo, nell’ordine di qualche decina di calorie al giorno. Soprattutto, la paprika dolce non ne contiene quasi. Da sola, quindi, la paprika non fa dimagrire.

Il suo interesse è un altro: dà tanto gusto e colore con pochissime calorie. Rende appetitose verdure al forno, legumi o pollame senza aggiungere salse grasse, e aiuta a ridurre il sale. Per fare il punto sul tuo peso, puoi usare il nostro calcolo del BMI.

Paprika: controindicazioni e precauzioni

Nelle quantità usate in cucina, la paprika va bene per quasi tutti. Ci sono però alcune precauzioni:

  • Stomaco delicato: la paprika piccante può peggiorare bruciore di stomaco, reflusso o ulcera. In questi casi meglio la paprika dolce.
  • Allergia: è rara, ma esiste un’allergia a peperoni e peperoncini. Chi ne soffre deve evitare tutte le forme di paprika.
  • Emorroidi e colon irritabile: le versioni piccanti possono accentuare il fastidio in alcune persone.
  • Qualità: come altre spezie, la paprika può essere contaminata da muffe che producono tossine. L’Unione europea fissa limiti severi e controlla le importazioni. Acquistala da canali affidabili e conservala all’asciutto.

Paprika in gravidanza

In gravidanza, la paprika usata in cucina non crea problemi, e quella dolce può perfino aiutare a dare sapore usando meno sale. L’unica riserva riguarda la paprika piccante e i piatti molto speziati: possono peggiorare il bruciore di stomaco, frequente a fine gravidanza. Ascolta la tua digestione. Gli integratori a base di capsaicina, invece, non sono consigliati in gravidanza senza il parere del medico.

Come usare la paprika in cucina

Spezzatino alla paprika con carne, patate e peperoni in una casseruola di ghisa, con una ciotolina di paprika e pane casereccio

La paprika è facile da usare, a patto di conoscere un’insidia: brucia molto in fretta. A fuoco vivo, la polvere, ricca di zuccheri, caramella in pochi secondi e diventa scura e amara. Ecco i nostri consigli:

  • In un piatto in umido, fai prima soffriggere la cipolla, poi togli la pentola dal fuoco per una decina di secondi, aggiungi la paprika nel grasso, mescola e versa subito il liquido. È la tecnica ungherese del gulasch.
  • Come tocco finale, spolverala su hummus, uova, una zuppa o uno yogurt, con un filo d’olio d’oliva.
  • In una marinata, mescolala con olio, aglio e limone per verdure, tofu, pollo o pesce.
  • Al forno, colora meravigliosamente patate, cavolfiore o ceci arrostiti.
  • Quanto usarne: calcola circa 1 cucchiaino di paprika dolce a persona in un piatto in umido, e appena un pizzico di paprika piccante o affumicata, da regolare secondo i gusti.

Ricette con la paprika: le nostre idee

La paprika viaggia dall’Europa centrale alla Spagna passando per il Maghreb. Ecco qualche idea per goderla al meglio:

  • Il gulasch ungherese: uno spezzatino di manzo e cipolle, molto generoso di paprika dolce.
  • Il pollo alla paprika (paprikás csirke): pollo cotto lentamente in una salsa di paprika e panna acida.
  • Le patatas bravas: patate arrosto con una salsa di pomodoro al pimentón affumicato.
  • I ceci arrostiti: al forno con olio d’oliva, paprika affumicata e un pizzico di sale, per l’aperitivo.
  • I legumi: un pizzico di paprika affumicata in una zuppa di lenticchie, o sui nostri falafel di ceci al forno.
  • Le uova ripiene: una spolverata di paprika dolce in superficie, per il colore.
  • La shakshuka: uova in camicia in un sugo di pomodoro e peperoni con cumino e paprika.

Paprika e curcuma: un duo pieno di colore

Paprika e curcuma hanno molto in comune: sono due spezie da colore, delicate, poco piccanti, e i loro pigmenti si liberano nei grassi. Insieme danno una sfumatura arancione molto invitante a verdure al forno, zuppe e marinate di tofu o pollame, e si trovano fianco a fianco in tante miscele per curry o tajine. Prova per esempio ad aggiungere un cucchiaino di paprika dolce alla nostra padellata di ceci, spinaci e curcuma. E per sapere tutto sulla curcuma, scopri i suoi benefici per la salute.

Come conservare la paprika

La paprika è una delle spezie più delicate: colore e profumo si rovinano in fretta con la luce, il calore e l’aria. Per conservarla a lungo:

  • Riponila in un barattolo o una scatola ben chiusi, meglio se opachi, al riparo dalla luce.
  • Tienila lontana dai fornelli e dal forno. Nelle cucine molto calde c’è chi la conserva addirittura in frigorifero, in un vasetto ermetico per evitare l’umidità.
  • Una volta aperta, è al meglio entro 6 mesi o 1 anno.
  • Fidati del colore: una buona paprika è rosso vivo. Se diventa brunastra e non profuma quasi più, non darà più né colore né gusto. Non è pericolosa, ma è ora di sostituirla.

Paprika, cumino, pepe: le spezie di tutti i giorni

Insieme a poche altre spezie, la paprika è il cuore di una dispensa ben organizzata. In una shakshuka o in un chili non va mai senza il cumino; in una marinata si abbina al pepe, allo zenzero o a una punta di cannella per una tajine. Per sapere tutto su queste spezie, scopri le nostre guide su cumino, pepe, zenzero e cannella.

Da leggere anche: la nostra guida completa allo zafferano, l’oro rosso delle spezie, inseparabile dalla paprika in una buona paella. E per profumare tè, caffè e dolci lievitati, scopri il cardamomo, la regina delle spezie. E per il vin brulé, i bolliti e le arance decorate di Natale, scopri i chiodi di garofano. Senza dimenticare la noce moscata, il segreto della besciamella e del purè. E per un piccante delicato, scopri il peperoncino di Espelette, l’orgoglio dei Paesi Baschi. Infine, per una nota dolce e agrumata, prova i semi di coriandolo, perfetti nelle verdure alla greca.

Domande frequenti sulla paprika

La paprika fa bene alla salute?

Sì, in cucina la paprika fa parte di un’alimentazione sana: è ricca di carotenoidi, apporta un po’ di vitamina A ed E e permette di dare sapore usando meno sale. I suoi effetti specifici sulla salute sono ancora poco studiati sull’uomo.

La paprika è piccante?

La paprika dolce non è piccante, o lo è pochissimo. Solo la paprika piccante e alcuni pimentón picante pizzicano, e restano comunque molto più delicati del pepe di Cayenna.

Con cosa sostituire la paprika affumicata?

Mescola paprika dolce con una punta piccolissima di peperoncino chipotle, anch’esso affumicato, se ne hai. Altrimenti va bene anche la sola paprika dolce, ma senza la nota affumicata.

Perché la mia paprika è diventata marrone?

È invecchiata o è stata esposta alla luce e al calore. I suoi pigmenti si sono degradati. Non è pericolosa, ma ha perso colore e profumo.

Questo articolo ha uno scopo informativo generale e non sostituisce il parere di un medico, di un’ostetrica o di un farmacista.